La Chiocciola

Progetto di Carmela Fiore
Università degli Studi “Aldo Moro” – sede di Taranto

INTRODUZIONE

La mia idea progettuale nasce dalla volontà di rivalutare la realtà territoriale in cui sono crescita e tutt’ora vivo: Ginosa (TA). Essendo io figlia di un agricoltore ed avendo esperienza in questo campo, ho pensato di porre la mia attenzione e quindi anche la vostra su un tipo di coltivazione oggi poco conosciuta e soprattutto poco valorizzata, a fronte però di studi e di esperienze che come vedremo in seguito, dimostrano un successo sempre più crescente: la coltivazione della chiocciola.

La realtà economica ginosina è basata principalmente sull’agricoltura e più precisamente sulla coltivazione di vite e uliveti. Nel corso degli anni però a causa di una sempre più forte globalizzazione, questi prodotti hanno perso il loro vantaggio competitivo a fronte di prodotti sempre più concorrenziali ma qualitativamente molto scarsi.
Analizzando la situazione attuale e tenendo ben presente le condizioni ottimali dei nostri terreni e del nostro clima che certamente aiutano e facilitano l’agricoltura, senza dimenticare i miei studi universitari in materie economiche e soprattutto la mia laurea specialistica in “Strategie d’ impresa e Management” che hanno influito sul mio approccio a questo tema, mi sono chiesta: cosa potrei coltivare di diverso? Quale potrebbe essere il nuovo punto di partenza in una zona prevalentemente agricola? I mercati cosa chiedono maggiormente?
Quindi mi sono documentata, ho intervistato diversi agricoltori della zona, ho letto riviste che affrontano questi temi, ho visitato diversi siti internet, insomma mi sono fatta una mia personale idea sull’andamento dell’agricoltura e dell’economia di Ginosa e dell’Italia in generale scoprendo che l’innovazione agricola oggi può essere rappresentata dalla coltivazione della chiocciola.

Il lavoro che segue, inizia da una attenta analisi del territorio, continua con l’oggetto di studio e termina con l’atteggiamento del mercato e i possibili sbocchi scientifici.

Sono proprio i possibili sbocchi scientifici basati sull’analisi chimica della bava di lumaca, che ne evidenziano l’alto valore biologico e paramedico, a rafforzare la mia tesi sull’importanza di questo progetto. Il mio obiettivo è quello di modernizzare i nostri sistemi di allevamento e di agricoltura, ormai destinati a morire a causa di una saturazione del mercato, a cui si aggiunge una spietata concorrenza.

Mettendo a disposizione la nostra abilità ed esperienza nei campi, otterremo da un lato la valorizzazione del nostro territorio in campo agricolo e di allevamento, dall’altro la possibilità di sperimentare e realizzare prodotti innovativi in campo medico e scientifico.

Qui il progetto integrale